-Come posso capire se c’è infestazione di blatte?
Purtroppo, senza un adeguato monitoraggio, ci si accorge dell’infestazione quando si vedono blatte vive. Un’utile azione è eseguire un’ispezione notturna, accendendo le luci o attrezzati di pila, per verificare la presenza di blatte. Di notte le blatte, infatti, facilmente raggiungono i detriti di alimenti abbandonati, anche d’insignificanti dimensioni, gli oggetti sporchi di liquidi zuccherini, essendo lucifughe, rapidamente muovendosi vicine al battiscopa cercheranno rifugio sotto i mobili, nelle fessurazioni di stipiti e muri. Peggiore sarà la situazione quando troverete, anche pochissime blatte vive di giorno, segnale di grave infestazione, perché quando il loro numero è elevato si attenua di molto l’istinto lucifugo. A questo punto non c’è tempo da perdere si deve agire tempestivamente!
-Come posso capire se c’è infestazione di roditori?
I roditori lasciano tracce visibili, la presenza di rosicchiature, impronte, feci, odore simile all’ammoniaca, è sempre percepibile in prossimità della zona infestata. Possono essere visibili anche rosicchiature o strappi a guaine di cavi elettrici, ad arredi di legno e confezioni di cibo, scatole di cartone.
-Come avviene il nostro intervento di disinfestazione ?
Lo specialista Puli Edisal mapperà i locali, individuando i punti critici per ogni tipo d’infestante, progetterà un sistema di postazioni di controllo, stazioni di avvelenamento e interventi disinfestanti che terranno lontani roditori, insetti striscianti e volanti.
-Perché disinfestare?
Ratti, topi e blatte una volta insidiati si riproducono molto rapidamente, perciò per tutelare la salute dell’uomo, per evitare danni agli ambienti, agli impianti tecnici, alle materie prime e ai prodotti della tua azienda vanno eliminati.
-Perché monitorare gli infestanti?
Ratti, topi, blatte rappresentano un vero rischio per la salute dell’uomo perché sono veicoli di parassiti e agenti patogeni.
-Ogni quanto tempo lavare i vetri esterni perimetrali perché non si rovinino?

Nonostante spesso non se ne tenga conto, i vetri esterni si possono rovinare in diversi modi :il sedimento delle piogge, può rovinare le guarnizioni che possono causare un passaggio di umidità nella camera interna causando problemi di gocciolatura interna al vetro e quando questo accade non sono più rimovibili. Altre volte può succedere che la pioggia contenga sostanze particolari, che rimanendo per un tempo prolungato a contatto col vetro, intacchino la silice della lastra lasciando un alone od una gocciolatura, e rovinando irreparabilmente il vetro. Una buona frequenza per ridurre al minimo la possibilità che si verifichino questi incidenti è almeno quadrimestrale, mensile invece, per una resa ottimale e assicurare un lungo mantenimento del vetro e del serramento.

-Come controllare il servizio e/o il rendimento dell’impresa durante l’appalto?

Il metodo migliore è il controllo di un responsabile dell’azienda in appalto, che compia sopralluoghi con una certa frequenza( minimo una volta al mese) e che, qualche volta, possa essere accompagnato da un rappresentante del committente. Questo è normalmente indice di un controllo efficiente. Un'altra abitudine che aiuta molto il controllo del servizio, sono i report che il committente può richiedere all’azienda. Questi report possono essere trimestrali, mensili, ed in alcuni casi, come lavori straordinari o speciali, ad hoc.

-Quali sono i criteri che devo osservare nel scegliere un azienda di pulizie e multiservizi?

I criteri fondamentali che dovrebbero guidare la scelta di un buon partner aziendale sono Affidabilità, valutabile dalla struttura aziendale ma soprattutto dalle referenze certificate e provabili che devono essere fornite dall’azienda in sede di presentazione, Velocità nella risposta e buone capacità di problem solving perché gli imprevisti per chi lavora sono comuni, meno comuni sono le aziende pronte a rispondere in tempi rapidi e utilizzare serietà e velocità nel risolverli. Un altro criterio fondamentale è la tutela scrupolosa della sicurezza e la protezione dei dati sensibili e della privacy del cliente, diffidando di offerte troppo vantaggiose che spesso nascondono la trascuratezza del servizio o del suo svolgimento in sicurezza.

-Qual è la frequenza corretta per avere un risultato ottimale nelle pulizie ordinarie dell’ufficio della mia sede?

La frequenza corretta per avere risultati ottimali in termini di pulizia, igienizzazione e sanificazione, è molto variabile. Esso, dipende dalla tipologia di materiale delle superfici, dall’usura, dal passaggio di persone nell’ambiente, e dall’uso dedicato dell’ambiente. Un officina non è paragonabile ad un ufficio, e un ufficio non è paragonabile ad uno studio medico. Vi sono dei principi generali dettati dal buonsenso e dall’esperienza, ad esempio i servizi igienici comuni, dovrebbero essere sanificati tutti i giorni, in caso di bagni comuni frequentati da molte persone anche due volte al giorno. Negli uffici, può valere la regola di “quante persone utilizzano l’apparecchio o la postazione” infatti in uffici aperti al pubblico , o telefoni pubblici, banchi di accoglienza, scrivanie. ecc.. con l’aumentare dei diversi utilizzatori, aumenta anche la possibilità di contagio di germi e virus. Quindi una buona frequenza a carattere generale impone le pulizie giornaliere di tutte quelle superfici e apparecchiature utilizzate o frequentate da persone diverse, mentre in ufficio dove sono presenti sempre le stesse persone si può ridurre la frequenza a 4-3 volte la settimana.

-Ogni quanto devo ripetere la ceratura?

Nonostante non vi sia una regola precisa, in quanto la tenuta del film protettivo dipende dal calpestio, e dal passaggio di persone nell’ambiente, possiamo ripetere la ceratura dopo che la lucentezza della superficie è virata visibilmente sull’opaco nelle zone di maggior passaggio. Alle volte, se il film protettivo è usurato solo in piccole porzioni è possibile recuperare la lucentezza con un intervento mirato nelle zone suddette, a patto che il pavimento abbia subito una continua e congrua manutenzione

-Quando richiedere una de-ceratura, perché serve?

Non sempre è possibile lucidare una cera già stesa in precedenza, inoltre il calpestio non essendo uniforme non consuma lo strato di cera uniformemente, quindi è bene utilizzare un de-cerante, che asporta i residui di cera e permette la detersione della pavimentazione per predisporla ad una nuova stesura protettiva. I prodotti de-ceranti , rompono il legame tra i polimeri di cera che creano il film protettivo, permettendo l’asportazione dei residui di cera già stesi, inoltre asportano lo sporco che è stato assorbito e imprigionato dalla cera, preservando la pavimentazione.

-Che cos’è la ceratura? Quali superfici possono essere cerate?

Un oggetto, in generale, acquista lucentezza tanto più è liscia la sua superficie. Per lo stesso principio, l’usura e il calpestio vanno ad intaccare lo strato superficiale del materiale, con graffi e micrograffi che la rendono opaca, la ceratura stende un film protettivo che riempie le rugosità del materiale, e dopo essere stata lucidata dona lucentezza alla superficie di nuovo liscia, inoltre è il film protettivo che imprigiona lo sporco e riceve i graffi proteggendo il materiale. Esistono diversi tipi di cera che si adattano ai diversi tipi di materiali, ma tutte seguono questo principio fisico di rifrazione della luce. Le superfici che normalmente vengono cerate sono legno, linoleum, pvc, cotto.

-Quando richiedere la cristallizzazione? Quali superfici si possono cristallizzare?

La cristallizzazione è mirata al recupero di pavimentazioni calcaree o di marmo, è da richiedere quando la pavimentazione ha perduto totalmente o in parte la sua originale lucentezza. Le superfici che vengono premiate da questo trattamento sono i marmi in genere e le rocce calcaree, i granulati di marmo o comunque calcarei.

-Che cos’è la cristallizzazione dei marmi e a cosa serve?

La cristallizzazione dei marmi o delle pietre calcaree in genere , è un operazione che ristabilisce lo strato superficiale e protettivo del materiale. Quest’operazione recupera la brillantezza e la lucidità del materiale originale, preservando le superfici e le loro migliori caratteristiche nel tempo. Dal punto di vista tecnico la cristallizzazione è un procedimento che attraverso una reazione chimica che interviene tra il carbonato di calcio e il prodotto chimico ,conduce alla modificazione della struttura molecolare nella parte più superficiale del materiale portando la formazione di uno strato sottile e continuo di un composto minerale di natura chimico/ fisica differente. Questo film protettivo possiede caratteristiche chimico/fisiche simili al granito, e quindi una Durezza superiore al marmo e una maggiore resistenza. Dal punto di vista operativo la cristallizzazione consiste in un lavaggio di fondo della superficie e un trattamento con prodotti appositi e una lucidatura con monospazzola, il calore di questa operazione scatena la reazione chimica che porta alla cristallizzazione del film protettivo.

-Io committente, quali documenti devo richiedere per non incorrere nel pericolo dei problemi derivanti dalla responsabilità solidale?

La documentazione normalmente fornita al committente, potrebbe non essere sufficiente a esimere lo stesso dai rischi derivanti la responsabilità solidale. Ma, in accordo con l’azienda, si può richiedere un ulteriore documentazione che riduca estremamente questo rischio. Per un risposta più approfondita vi preghiamo di leggere la pagina dedicata.

-I vetri devono essere decalcarizzati?

Spesso sui vetri rimangono tracce del sedimento dell’asciugatura dell’acqua piovana, mista allo smog e tutte le sostanze inquinanti presenti nell’aria. Pur non essendo carbonato di calcio (calcare)per la pulizia efficace si tratta questo tipo di sporco con un prodotto decalcarizzante. Con il passare del tempo e delle piogge, lo sporco si stratifica, quindi vetri che per lungo tempo non vengono puliti, devono subire più di un lavaggio per raggiungere la condizione ottimale. E’ necessario quindi prima asportare lo sporco superficiale con un primo lavaggio, in seguito un secondo lavaggio con un prodotto decalcarizzante e così via per eliminare i vari strati depositati.

-Che cos’è la responsabilità solidale?

In generale, la responsabilità solidale è quel rapporto di responsabilità che lega il committente all’impresa appaltatrice. Il committente è responsabile in solido delle mancanze della società appaltatrice, per le somme eventualmente non corrisposte dovute ai lavoratori, retribuzioni e contribuzioni non versate, ha responsabilità anche per il sub appaltatore, e riguardo agli infortuni non indennizzati dall’ INAIL. Per questi motivi è importante richiedere la documentazione corretta all’azienda in appalto, se volete saperne di più..  SCARICA PDF